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Messaggio 1 dicembre 2005

Il senso della vita

Guidati e formati al divino insegnamento, e nominati Suoi laboriosi collaboratori, noi nutriamo la ferma speranza del fatto che, con l’intensa commozione che ci invade il cuore quando ci sentiamo considerati vivi dai nostri cari in terra, con la gioia che si sprigiona in noi, e con tutta la amorevole complicitaÌ€ di quel Padre e quella Madre Celesti di cui siamo amatissimi figli, si potraÌ€ migliorare e potenziare tutta la parte qualitativa della, cosiddetta, morte, considerata nella maggior parte dei casi, solo un pessimo affare da non peggiorare attraverso false aspettative e o promesse di una improbabile e inesistente vita oltre la vita. PiuÌ€ procede questo nostro assolato rapporto, apparentemente, solo letterario, piuÌ€ riusciremo a portare e a riportare, oltre ogni ragionevole dubbio, la certezza dell’assoluta esistenza di una vita dopo la morte a chi non pensa piuÌ€, neanche, che si possa considerare vita, una esistenza, appunto, senza prospettive reali se non quella della morte stessa. Ma la prospettiva della morte se vissuta alla luce della spiritualitaÌ€, riserva sensazionali sorprese.

Allargare le proprie vedute non significa soltanto oltrepassare i limiti degli schemi razionali imposti dalla mente, nell’affrontare la vita di tutti i giorni, ma significa anche riuscire a superare il restrittivo senso di superficialitaÌ€ che contamina e pregiudica la profonditaÌ€ e la consistenza che caratterizzano la vita di ogni uomo, proprio perché la buona notizia che ci ha portato GesuÌ€ Risorto, eÌ€ appunto, l’esistenza di una nuova prospettiva della vita e della morte a cui fare riferimento, a cui assecondare tutta la propria esistenza, a cui porgere, senza riluttanza, la propria attenzione perché il senso della vita eÌ€ rinchiuso nel cuore di ognuno di noi, vincolato da resistenti e granitici giudizi e pregiudizi sulla vita dopo l’esistenza terrena, che rischiano, se non vengono abbattuti, di soffocare il vero significato della spiritualitaÌ€, che eÌ€ quello di garantirci l’unica dimensione attraverso la quale la vita acquista senso in ogni istante e in ogni situazione. Per esempio, quello che rende la vita significativa eÌ€ il sentire dentro di se che contiamo per qualcuno e prima di tutto per noi stessi. Pensare di essere importanti per qualcuno ci da un senso di realizzazione al quale non possiamo rinunciare se non nel momento in cui abbiamo la doverosa autostima, segno di ottenuto equilibrio con se stessi. Ma anche l’autostima rischia di tramutarsi in presunzione, se non eÌ€ vissuta con giusto senso di spiritualitaÌ€, sminuire gli altri, infatti, eÌ€ uno degli effetti della autostima vissuta senza spirito di giustizia. La spiritualitaÌ€ quando viene applicata ad ogni aspetto della vita, ci permette di accentuarne tutti quelli positivi e minimizzarne quelli negativi, cosiÌ€ riusciamo a trovare quel senso vitale che ci permette di avere pochi motivi per lamentarci e tanti per allietarci. La piuÌ€ bella prospettiva sta proprio in questa perpetua situazione di letizia che possiamo giaÌ€ cominciare a vivere nell’esistenza terrena, liberando quel senso di spiritualitaÌ€ che eÌ€ in tutti noi e che da senso alla vita. Baci Ghigo & Co.